Pause metaboliche nel tempo: come funziona il digiuno intermittente
Il digiuno intermittente, noto anche come intermittent fasting, comprende vari metodi che mirano a limitare in modo specifico i tempi di alimentazione giornaliera. L'idea di fondo è che: Il metabolismo non deve funzionare sempre, ma deve potersi prendere una pausa di tanto in tanto. A differenza dei digiuni tradizionali, in cui si sta senza cibo per lunghi periodi di tempo, il digiuno intermittente integra in modo flessibile i rispettivi periodi di digiuno nella vita quotidiana. Il digiuno intermittente si distingue anche per la sua semplicità, poiché non ci sono praticamente regole da seguire, a parte gli orari dei pasti. È questo che rende il concetto così attraente e adatto all'uso quotidiano. Si alternano fasi di alimentazione e di digiuno, quotidianamente o più volte alla settimana. Il ritmo regolare è fondamentale per il successo, perché aiuta l'organismo ad abituarsi al cambiamento e a ottenere gli effetti desiderati.
Digiuno intermittente e deficit calorico classico a confronto
Studi precedenti suggerivano che il digiuno intermittente potesse avere effetti positivi sulla perdita di peso. Tuttavia, uno degli studi più completi sull'argomento, lo studio HELENA condotto dal Centro tedesco per la ricerca sul cancro e dall'Ospedale universitario di Heidelberg nel 2018, ha rivelato risultati interessanti: il digiuno intermittente è altrettanto efficace per la perdita di peso di una dieta convenzionale in cui viene mantenuto un deficit calorico giornaliero. Per un periodo di 12 settimane, i soggetti in sovrappeso di entrambi i gruppi hanno perso circa il 20% del loro peso. Tuttavia, il metabolismo non è migliorato più con il digiuno intermittente che con la dieta tradizionale, e anche dopo un anno non ci sono state differenze degne di nota tra i due gruppi.¹
La buona notizia è che sia il digiuno intermittente che il mantenimento di un deficit calorico senza restrizioni di tempo funzionano fondamentalmente per perdere peso e possono anche aiutarvi a mantenere il vostro peso forma a lungo termine. Ma quali altri benefici può avere il digiuno?
Si ritiene che il digiuno aiuti l'organismo a disintossicarsi. Per capire perché questo ha senso, diamo un'occhiata a ciò che accade nel corpo dopo un pasto. Appena mangiato, il corpo entra nel cosiddetto “stato postprandiale”, che dura circa 4 ore. Durante questo periodo, il corpo digerisce il cibo, i livelli ormonali aumentano e si attiva lo stoccaggio dei grassi. Altri processi, come il sistema immunitario, passano in secondo piano.²
Tutto questo è normale, ma richiede anche un grande sforzo da parte del corpo. Il problema? Se fino agli anni '80 non era quasi comune mangiare tra un pasto e l'altro, oggi consumiamo in media tre pasti più due spuntini al giorno. Per il nostro corpo questo significa che ora trascorre circa 20 ore al giorno in uno stato postprandiale invece di 8-12 ore.
Perché le fasi di digiuno sono così importanti?
Il nostro corpo si sente sollevato quando non si trova in uno stato postprandiale. Solo allora passa a una sorta di modalità di pulizia (nota come autofagia). Questo processo rompe le cellule danneggiate, elimina gli agenti patogeni e ripulisce l'intero sistema.⁴ Si ritiene addirittura che l'autofagia possa svolgere un ruolo cruciale nella prevenzione di malattie come il cancro, il diabete e le malattie autoimmuni.⁵ Inoltre, durante questa fase si attiva la combustione dei grassi invece di immagazzinarli.⁴
Se si mangia in continuazione, il corpo si abitua a trarre energia da questi pasti invece di attingere alle riserve di grasso immagazzinate.
Con pause più lunghe, invece, si dà al corpo la possibilità di recuperare e ottimizzare importanti processi metabolici. Tuttavia, non è ancora scientificamente chiaro quando inizia questa pulizia naturale: alcuni esperti ritengono che l'autofagia inizi dopo 12-16 ore, mentre altri ritengono che inizi solo dopo 72 ore senza cibo.
Ulteriori ricerche suggeriscono che il digiuno intermittente è particolarmente salutare proprio perché riduce o elimina l'assunzione di cibo la sera e la notte, prolungando così le fasi di digiuno notturno⁶. Il miglioramento delle abitudini del sonno, favorito da intervalli di digiuno notturno più lunghi, potrebbe a sua volta abbassare i livelli di cortisolo, contribuendo positivamente alla perdita di peso. Gli studi dimostrano che ogni aumento di tre ore della finestra di digiuno notturno è associato a una riduzione dei livelli di glucosio nel sangue (HbA1c) e dei parametri infiammatori nel sangue (CRP). Al contrario, pause più brevi tra i pasti notturni sono spesso associate a livelli più elevati di glucosio nel sangue e a un sonno più breve. Sebbene gli studi condotti finora siano pochi, questi dati supportano l'ipotesi che mangiare prima durante il giorno e digiunare più a lungo durante la notte possa ridurre il rischio di malattie croniche comuni.⁷
Il digiuno intermittente potrebbe quindi avere effetti positivi sulla nostra salute. Ma quali sono i metodi più popolari al momento e quanto sono promettenti?
Digiuno intermittente 16:8: il metodo più diffuso
Una variante particolarmente popolare per i principianti è il metodo 16:8, che prevede il digiuno per 16 ore e il consumo di cibo per le restanti 8 ore. Questo metodo può facilitare il raggiungimento di un deficit calorico, ma non è garanzia di successo se si mangia più del proprio fabbisogno calorico durante le 8 ore.